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Giovani artisti e senso del sacro

GIOVANI ARTISTI E SENSO DEL SACRO

La mostra Giovani artisti e senso del sacro, ospitata nelle sale della Pinacoteca dell’Accademia Albertina e organizzata in occasione dell’Ostensione della Sindone e dell’esposizione del Compianto del Beato Angelico al Museo Diocesano di Torino, rappresenta l’esito conclusivo del concorso promosso dall’Associazione Sant’Anselmo e dalla Fondazione Crocevia in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Ufficio Nazionale Beni Culturali della Conferenza Episcopale Italiana, l’Arcidiocesi di Torino e il Comitato Organizzatore dell’Ostensione della Sindone.

Gli studenti delle Accademie italiane sono stati invitati a esprimere la propria sensibilità artistica, confrontandosi con la Sindone e con il Compianto del Beato Angelico o attraverso un omaggio diretto a due immagini che possono risvegliare un senso religioso oppure considerandole uno spunto di riferimento per esprimere liberamente il senso del sacro.

Il progetto è stato coordinato dalla prof.ssa Laura Valle, docente di Pittura sacra contemporanea presso l’Accademia Albertina, e dal dott. Enrico Zanellati, membro dello staff della Pinacoteca.

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Spazi Sospesi 2 – PROROGATA AL 31/3

SPAZI SOSPESI 2

ARTISTI A CONFRONTO CON L’OPERA DI CECILIA RAVERA ONETO

inaugurazione 5 marzo 2015 ore 17,30
fino al 31 marzo 2015
tutti i giorni 11-19

Sala Mostre Regione Piemonte
piazza Castello 165, Torino

 

 

Spazi sospesi 2Il 5 marzo alle 17,30 presso la Sala mostre della Regione Piemonte inaugura l’esposizione Spazi sospesi 2. Artisti a confronto con l’opera di Cecilia Ravera Oneto, a cura di Leo Lecci, Monica Saccomandi e Laura Valle, organizzata da Accademia Albertina di Belle Arti (Torino), Associazione Amici dell’Accademia Ligustica (Genova),  Associazione Culturale Cecilia Ravera Oneto (Camogli) e Archivio d’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Genova, in partnership culturale con l’Associazione culturale Pentesilea (Torino).

Dal 5 al 31 marzo 2015 dodici artisti propongono la loro personale visione sul rapporto tra gli spazi dell’archeologia industriale e del paesaggio, intesi come luoghi in cui l’azione dell’uomo ha connotato i tratti  ambientali  privilegiando la produzione alla naturale identità del territorio.

A seguito dello smantellamento di molte realtà industriali, questi luoghi restano come spazi sospesi, privati della propria specificità e disconnessi dal tessuto urbano in cui si collocano.

Gli artisti coinvolti presentano progetti di riappropriazione, documentazione e narrazione del rapporto tra questi non-luoghi, la collettività e i singoli individui.

Da un lato, quindi, c’è la fabbrica che produce, con i problemi legati al lavoro ma anche all’impatto ambientale; dall’altro è emerso il problema degli spazi vuoti, in cerca d’identità e di futuro (anche economico).

Nei processi di trasformazione contemporanei, i luoghi produttivi dismessi e le testimonianze ad essi legate, divengono elementi attivi per indirizzare non solo alla conservazione, ma anche alla valorizzazione culturale, ambientale ed economica del territorio, a partire dalla riappropriazione e comunicazione della storia e delle memorie

Saranno presenti dipinti, fotografie, video e installazioni site-specific di Elvira Sanchéz, Valentina Bassetti, Elena Tortia, Guo Liang, Wang Peng, Zhao Li, Maria Rebecca Ballestra, Cesare Bignotti e Fabio Niccolini e le tre tele vincitrici dell’ultima edizione del premio Cecilia Ravera Oneto realizzate da Resaldo Ajazi, Mihail Valentinov Ivanov e Zlatolin Donchev.

Saranno esposti grafiche inedite e dipinti di Cecilia Ravera Oneto provenienti da collezioni pubbliche, (Museo dell’Accademia Ligustica, Genova) e private (Fondazione Carige, Genova; Confindustria, Genova).

“Gasometri, raffinerie, cokerie, ponti di stoccaggio per i container, elevatori e strutture di trasporto e lavorazione delle materie prime si moltiplicano nel giro di pochi anni, mutando in maniera definitiva lo spazio ambientale e il rapporto con la città e i suoi abitanti. La produzione pittorica e grafica di Cecilia Ravera Oneto si fa testimonianza ossessivamente affascinata del cambiamento repentino e improvviso di un sistema ambientale, produttivo e naturale in cui le luci, i colori, le forme variano instabilmente, mentre l’artista tenta una loro catalogazione attraverso il processo di descrizione iconica delle strutture e dei macchinari”.

Interverranno all’inaugurazione i curatori Leo Lecci, Monica Saccomandi e Laura Valle, Marina Ravera Gennari, presidente dell’Associazione culturale Cecilia Ravera Oneto, il presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti Fiorenzo Alfieri, il direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti Salvo Bitonti, la storica dell’arte Colette Bozzo Dufour e la storica dell’archeologia industriale Giovanna Rosso Del Brenna.

In occasione dell’inaugurazione verrà presentano il catalogo Spazi sospesi 2. Artisti a confronto con l’opera di Cecilia Ravera Oneto, (ed. De Ferrari), con un ricco apparato iconografico, tra cui figurano riproduzioni di grafiche inedite e di dipinti in collezioni piemontesi (Collezioni civiche d’arte di Palazzo Vittone, Pinerolo) realizzati da Cecilia Ravera Oneto.

La mostra  Spazi sospesi 2. Artisti a confronto con l’opera di Cecilia Ravera Oneto è promossa da Accademia Albertina di Belle Arti, Associazione Amici dell’Accademia Ligustica, Archivio d’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Genova, Associazione Culturale Cecilia Ravera Oneto e Associazione culturale Pentesilea, con il sostegno di Regione Piemonte e Banca Generali Private Banking – Oddo Asset Management, e con il patrocinio di Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, Comune di Camogli, Confindustria Genova, Fondazione Carige, Collezioni civiche d’arte di Palazzo Vittone, Pinerolo.

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Concorso Art’Ecò: L’ecologia nel tuo spazio

Nato dalla collaborazione tra Consiglio regionale del Piemonte e Accademia Albertina, il concorso Art’Ecò: l’ecologia nel tuo spazio, ha coinvolto un variegato gruppo di studenti provenienti da diversi corsi d’indirizzo dell’Accademia, coordinati dalla prof.ssa Laura Valle.

L’incontro tra arte ed ecologia è stato declinato usando il linguaggio dell’arte contemporanea per sperimentare nuovi e insoliti materiali artistici, per ri-creare la natura, per osservare e registrare le trasformazioni dell’ambiente naturale e artificiale, per trattare l’elemento umano o le sue tracce come fattore perturbante o, al contrario, come ricercatore di una naturalità primordiale e nuova al tempo stesso.

Partendo dal “proprio spazio” cioè al di là dei discorsi generali sul pianeta, importanti ma troppo spesso astratti, si è preferito un discorso ecologico “a chilometro zero”: il fiume sotto casa, la cava delle montagne vicine, il cartone riciclato degli imballi, gli elementi naturali come rami, sassi, terra.

L’auspicio è che gli oggetti artistici contribuiscano a far riflettere e a sviluppare coscienze “ecologiche”, ma anche a stimolare il “fare” cioè a mettere in pratica, a tutti i livelli della società, quei comportamenti virtuosi e preventivi che sono l’unico antidoto alle catastrofi di cui troppo spesso il nostro ambiente di vita è vittima.

http://www.consiglioregionale.piemonte.it/cms/comunicati/2014/novembre/2670-arteco-lecologia-nel-tuo-spazio.html

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Io sono il mio grido

In occasione della Notte Blu della Cultura e della mostra “Io sono il mio grido”
Lettura scenica
Nella tua pelle
monologhi contro la violenza sulle donne

testi di Duska Bisconti, Ferdinando Crini, Maria Teresa Di Clemente, Gianfranco Perriera, Serena Piccoli, Paolo
Puppa, Paolo Valentini, Luciana Luppi
del CeNDIC, Centro Nazionale di Drammaturgia italiana contemporanea

con Liliana Paganini, Oreste Valente,
Beatrice Vecchione e Matilde Vigna della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino
a cura di Salvo Bitonti

PINACOTECA ALBERTINA
Martedì 23 settembre 2014 ore 21.00
Mercoledì 24 settembre 2014 ore 18.00

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Io sono il mio grido – artiste contro la violenza sulle donne

4 Luglio ore 18,00 Accademia Albertina, Salone d’onore: inaugurazione della mostra IO SONO IL MIO GRIDO – ARTISTE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE a cura di Laura Oddo, Liliana Paganini, Francesca Taormina.

Proveniente dalla Sala delle Capriate di Palazzo Sant’Elia di Palermo, dove è stata presentata, con grande successo, nel Marzo del 2014, a cura della Fondazione Sant’Elia, della Provincia di Palermo e con il patrocinio dell’Arma dei Carabinieri, la collettiva “Io sono il mio grido,” a cura di Laura Oddo, Liliana Paganini e Francesca Taormina, approda ora nelle Sale della Pinacoteca Albertina di Torino, per l’alto valore simbolico e sociale del tema trattato, con opere  di venti artiste  di varia provenienza e differente linguaggio  artistico. Un nucleo importante è rappresentato da docenti-artiste che operano all’interno dell’Accademia Albertina ( Ajani, Avondoglio, De Stefano, Fanti, Piasentà, Rovera, Santarcangeli, Tamburelli e Valle ) e che già erano state presenti per una mostra e un convegno internazionale che si è svolto a Istanbul nel Marzo 2012 alla  DOĞUŞ  ÜNIVERSITESI, partner dell’Accademia Albertina;  “Art is Questioning Violence” era il titolo di questa  iniziativa  voluta dall’artista e animatrice culturale turca, Nazan Erkmen, fortemente impegnata nella lotta per l’emancipazione della donna nel suo paese  e  da cui fondamentalmente  è nata l’idea di questa mostra in versione italiana.

Scrive nella presentazione,  una delle curatrici, Laura Oddo: ”Una mostra, un percorso che ci parla in modi differenti della distruzione dell’oggetto amato. Storie tracciate da passioni inconfessabili, declinate dalla bramosia del possesso che annienta ogni sentimento d’amore. Qui, la donna è l’oggetto del desiderio. (…) Certamente è sempre un corpo da violare per paura di perderlo. Ma non si può  dividere un corpo. Così le opere esposte narrano di occhi di donne spalancate sull’abisso. Sguardi per raccontare da distanze diverse un unico orrore. Mariti, amanti, padri, fratelli, amici, sconosciuti incontrati per caso, tutti predatori di storie e di vite.”

L’allestimento della mostra, curato dal Designer Ugo Li Puma, si conclude con un omaggio-riflessione sull’argomento dello stesso allestitore.

Elisabetta Ajani, Laura Avondoglio, Desideria Burgio, Maria Marilena De Stefano, Gabriella Giambalvo, Roberta Fanti, Kali Jones, Rossella Leone, Marikol, Liliana Paganini, Giusva Pecoraino,Valeria Piasentà, Francesca Randazzo, Agnese Ricchi, Ornella Rovera, Anna Lea Santarcangeli, Nina Stassi, Claudia Tamburelli, Laura Valle, Vittor, Ugo Li Puma

Bitonti, Alfieri, Zagrebelsky, Cerutti, Ajani. Li Pumain mostra

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